Nota, tristissima e fortissima, per Neri Della Giusta
In ricordo di Neri Gabriello Della Giusta, da poco scomparso, riceviamo e pubblichiamo il ricordo che di lui ci ha inviato il nostro ex Presidente (lo resterà sempre…) Mario Matassi.
Si giocava, nei “fottutissimi” (detto con grande rilevanza e dignità anagrafica) anni Sessanta… Correva proprio il ’61, quando l’ABC (denominazione, non casuale, ma piena di intriganti risvolti metaforici, oltre alla letteralità più balenante, Associazione Basket
Cervignanese) di Pier(Girolamo) Tesini, usciva, allo scoperto, sulla piattaforma d’asfalto cementato e ruvidissimo del Ricreatorio parrocchiale di Cervignano del Friuli, ammiccando al campionato del Centro Sportivo Italiano (CSI), che stava, con grande impegno, promuovendo la pallacanestro, una disciplina conosciuta localmente per avere, nel dopoguerra, già espresso fior di talenti (Briga, Tomba, Guarneri…), con la gloriosa “Zorutti”, ma senza un retroterra giovanile per continuare la tradizione.
L’archetipo Tesini ebbe l’intuizione (e il merito) di raccogliere, attorno a sè, un gruppo di studenti delle Scuole Superiori che, per
caratteristiche fisiognomiche, erano distantissimi da quelli che praticavano (quorum ego) il popolarissimo e boriosissimo calcio.Neri (Gabriello) Della Giusta troneggiava tra loro e portava l’aureola del primo della classe (che non gli dispiaceva), a pieno
titolo, essendo il “centro” (pivot) a cui si riferiva gran parte del gioco della squadra.Lungagnone, elegante, affilatissimo, leggerissimo, felpato, distante (e non solo per l’altezza, cospicua a quei tempi) amava il gioco eleborato e arioso. Refrattario al contatto dell’avversario (soprattutto, se malevolo), alla marcatura
asfissiante (che gli veniva riservata da chi vantava peso e scorrettezza), diventava urticante, fino a isolarsi, talora.Ma, quando il gioco esprimeva un tasso tecnico più alto, Neri faceva valere le sue
doti di rimbalzista e di tiratore. Il suo tratto, il suo stile, il suo “aplomb” hanno ispirato, in quegli anni lontanissimi, preziosissimi, non
pochi ragazzi (e famiglie), che si avvicinavano e, poi, crescevano, nell’ambito di una società, che ha fondato un movimento cestistico significativo e durevole.Mario Matassi







